Qui Piccola Fraternità di Dossobuono: una “guerra” affrontata con il sorriso

Qui Piccola Fraternità di Dossobuono: una “guerra” affrontata con il sorriso
Aprile 29th, 2020 | Iniziative, Testimonianze | Commenti disabilitati su Qui Piccola Fraternità di Dossobuono: una “guerra” affrontata con il sorriso

Qui Piccola Fraternità di Dossobuono: una “guerra” affrontata con il sorriso

Articolo pubblicato su Verona Fedele – 29 Aprile 2020

“Questa situazione è peggio della guerra che abbiamo già vissuto. In tempo di guerra si scappava da un nemico che si vedeva, dalle bombe che si sentivano. Questo virus è invisibile e ci tiene lontani. Era meglio quando – scappando – si poteva stare almeno insieme”.

Questo è il sentire di A. Residente della Fondazione “Piccola Fraternità” ONLUS di Dossobuono, che così racconta questo periodo di quarantena, poiché obbligata a vivere tra le mura della nostra Comunità che la accoglie senza vedere i suoi cari e i suoi Familiari.

La scelta che da un paio di mesi abbiamo fatto di tenere il “cancello chiuso” aiuta a proteggere gli anziani e le persone con disabilità dalla malattia ma le emozioni non possono essere lasciate dietro un cancello o messe in modalità “silenziosa”. È così che A. si esprime, ricordando i tempi “migliori” della guerra. Paradossale come confronto, se vogliamo, comprensibile se si considera che sono ormai 40 i giorni in cui i nostri Residenti vivono in “quarantena preventiva” senza poter incontrare e abbracciare i loro cari, Familiari e conoscenti.

Sono giornate che scorrono a “rallentatore”. Ci stiamo impegnando – insieme ai nostri Operatori Socio Sanitari – nel costruire una nuova routine giornaliera. Non possiamo negarlo, il COVID-19 è arrivato e ha cambiato le nostre abitudini.

 Ci siamo resi conto, però, ora più che mai, di aver bisogno di rimanere connessi gli uni con gli altri. Abbiamo perciò scelto di dare priorità a mantenere vive le relazioni e le comunicazioni con i Familiari dei nostri Residenti.

 Collegamenti Skype, video chiamate con WhatsApp, lettere inviate via mail, lo schermo del nostro tablet – che per l’occasione e in collaborazione con la rete ADOA abbiamo messo a disposizione dei nostri Residenti – mostra sorrisi familiari e voci conosciute e incoraggianti, schermi attraverso i quali si invia un bacio, si fa una risata.
“Qui stiamo tutti bene!”, l’incipit di ogni telefonata.
In un momento così difficile per tutti, ognuno di noi è stato chiamato ad imparare come mantenere vive le relazioni tra i Familiari e i nostri Residenti e come costruire un nuovo senso di vicinanza emotiva e sociale, per sentirsi connessi e non sentirsi soli.

Abbiamo festeggiato compleanni a distanza, collegandoci alle preziose e numerose piattaforme che la tecnologia mette a nostra disposizione. Abbiamo ricevuto pacchetti regalo e filtrato – dal cancello e a distanza – sorprese con biglietti unici. Siamo stati tramite di panini imbottiti al salame e confezioni di caramelle alla frutta – per mantenere vive quelle abitudini e quei rituali che rendono così prezioso il legame tra un padre e un figlio. Abbiamo accolto nervosismi e arrabbiature. La Signora G. all’ennesima chiamata del figlio, lo ringrazia – lo rassicura e guardandoci negli occhi, con un leggero ghigno ed in dialetto, ci dice: “Come mai ‘sto fiol el me ciama tuti i giorni adesso?”.

 In questi giorni ognuno di noi è stato chiamato a collaborare come un vero Team sa fare nei momenti di difficoltà.

 Gli Operatori Socio Sanitari che vivono la quotidianità dei nostri 33 Residenti viziano e coccolano tutti con merende e aperitivi da loro preparati e organizzati, ri-pensano e riordinano spazi per garantire la sicurezza dei nostri Residenti, creano, decorano e sperimentano attività individualizzate per vivere queste giornate, come dicono loro “di clausura”. Le colleghe nell’ufficio amministrativo offrono la loro disponibilità e pazienza per accogliere telefonate, spiegare, ritirare pacchi, andare al cancello per illustrare personalmente le nuove disposizioni. I Coordinatori e il Direttore della casa dedicano molto tempo a telefonare, a rassicurare i Familiari e tenerli aggiornati, ad aggiornare le procedure cercando di mantenere un clima sereno tra i Dipendenti, Familiari e Residenti stessi. Le giornate festive della Pasqua appena trascorsa – tempo di conviviale festa, rientro in Famiglia e profonda spiritualità – sono state trascorse e vissute grazie alla preziosa presenza e vicinanza delle nostre Operatrici che non hanno fatto mancare cure e attenzioni per l’aspetto e le acconciature delle nostre signore.

In questi ultimi giorni gli Operatori hanno iniziato alcuni corsi online proposti a distanza dall’Istituto Superiore della Sanità sul tema COVID. La Psicologa che segue la formazione e la supervisione dei Dipendenti della nostra Struttura ha messo a disposizione il suo tempo per sostenere e supportare gli Operatori con video chiamate e appuntamenti individuali di supporto.     
È certo che nessuno avrebbe voluto trovarsi in questa “nuova dimensione di Vita” ma scegliamo di vivere questo tempo come un’opportunità, per sperimentare nuovi modi per sentirsi parte di una Comunità, nonostante le difficoltà!

Cosa non dimenticheremo di questo COVID-19?

Il profumo del caffè che nei nostri saloni ha contraddistinto lo svolgersi di queste intense giornate. I sorrisi e le lacrime dei nostri Residenti e dei loro Familiari che hanno bagnato i nostri telefoni e tablet. I dolci e le caramelle presenti ogni giorno sulla scrivania dell’ufficio per addolcire le ore di lavoro delle Operatrici tra pensieri e preoccupazioni. Le procedure, le autocertificazioni e le informative stampate sull’argomento, per attenuare le nostre paure e il nostro senso di impotenza.



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