Parola al presidente ADOA

Parola al presidente ADOA
Febbraio 29th, 2016 | Istituzioni | Commenti disabilitati su Parola al presidente ADOA

Parola al presidente ADOA

Riportiamo per esteso la comunicazione che il Vicario Foraneo e presidente ADOA, mons. Giampietro Fasani, ha rivolto a tutta la comunità di Dossobuono al termine della messa di sabato 27 febbraio scorso, in merito alle tensioni createsi tra la parrocchia e la fondazione Piccola Fraternità da un lato, e l’associazione Piccola Fraternità dall’altro.

Dopo le tante tensioni e problematiche che si sono sviluppate attorno al rapporto tra la Parrocchia, L’ Associazione Piccola Fraternità e la Fondazione Piccola Fraternità a questo punto si ritiene opportuno fare una comunicazione “scritta”, pertanto definitiva e puntuale, da parte della Diocesi sull’intera faccenda.

Si ritiene opportuno affidare al Vicario Foraneo il compito di questa comunicazione, essendo lui anche presidente dell’opera diocesana che segue le attività assistenziali che nascono e si sviluppano dalla diocesi e dalle parrocchie.

Non è compito di questa comunicazione condannare nessuno, ma solo chiarire le motivazioni che hanno portato alla frattura tra la Parrocchia e la Fondazione da una parte e l’Associazione dall’altra.

Sembra importante partire dalla storia: La Fondazione nasce nel 2009, quando parroco era ancora don Francesco, per dare una veste giuridica che tutelasse maggiormente i parrocchiani che si impegnavano a quel tempo nella carità offerta dalla Piccola Fraternità Parrocchiale. La Parrocchia, come una madre fa con i propri figli, ha sempre tenuto tutto assieme e ha utilizzato il denaro che aveva per le varie attività là dove c’era più bisogno: per le aule di catechismo, per la Chiesa, la Canonica, la Piccola Fraternità, la Scuola materna, ecc.

Fino al 2009 Parrocchia, Associazione e Fondazione hanno sempre tenuto tutto assieme, come in una famiglia. La legge però obbligava, almeno formalmente, a fare una scelta e allora si scelse di dare i soldi all’Associazione che in quel momento si occupava della carità parrocchiale.

Fondamentale, pertanto, partire da un presupposto chiaro tutto ciò che l’Associazione possiede è giuridicamente suo ma é nel concreto frutto delle offerte e delle attività sviluppate dalla Comunità Parrocchiale negli anni… Solo sotto il profilo legale, cioè, i beni dell’Associazione sono suoi, in origine e in realtà sono tutti beni della Comunità Parrocchiale. Quando è stato necessario distinguere i soldi e assegnarli ai vari enti ed è nata la Fondazione, si è deciso di assegnare all’Associazione i soldi disponibili. Il prestito per i lavori fatti alla scuola materna da un punto di vista legale erano su soldi dell’Associazione ma, in realtà, erano frutto delle attività parrocchiali… Prima erano serviti alla Piccola Fraternità, adesso servivano alla scuola materna, domani sarebbero serviti per aiutare le famiglie in difficoltà della parrocchia, dopodomani nuovamente alla Piccola… si è sempre fatto così.

L’Associazione, dopo che è nata la Fondazione (29 aprile 2009) e, in particolar modo, da quando è arrivato il nuovo parroco don Andrea (autunno 2010) ha iniziato ad operare in modo autonomo rispetto alla Fondazione e alla Parrocchia, in pratica indifferente rispetto ai dichiarati fini e obiettivi comuni per i quali tali realtà sono sorte e hanno sempre agito assieme. Fini e obiettivi che dovrebbero evidentemente essere pienamente condivisi, come peraltro previsto dagli stessi statuti sia della Fondazione che dell’Associazione, entrambe poste a servizio della medesima comunità parrocchiale, nell’unica casa di tutti, la Parrocchia (si veda art. 2 b Esprimere l’attenzione della Comunità ecclesiale verso gli “ultimi”. In piena fedeltà alle linee pastorali e alla pedagogia della Chiesa particolare della Diocesi di Verona e della Parrocchia di cui è espressione; l’Associazione si adopererà per il miglioramento della qualità della vita e delle relazioni umane dei fratelli in difficoltà offrendo, attraverso l’amicizia, la condivisione e l’amore, una concreta risposta ai loro bisogni).

Mentre Parrocchia e Fondazione continuano a sviluppare quanto era stato originariamente programmato, confermando tale unità di intenti, anche con la recente acquisizione dell’immobile contiguo alla Casa per consentirne un servizio sempre più adeguato alle necessità degli ospiti, l’Associazione, paradossalmente, si è di fatto dissociata, quantomeno nei suoi vertici, da tale progetto comune, andando ad acquisire un proprio ulteriore immobile al fine di sviluppare analoghe attività indipendenti dagli obiettivi e intendimenti parrocchiali; e in evidente contrasto con i propri principi statutari.

Pur dicendo di operare come Associazione Parrocchiale non si comporta come tale.

Di fatto i soldi richiesti alla Parrocchia servono per coprire i debiti contratti da un’autonoma iniziativa ed erano i soldi prestati alla scuola materna che la Parrocchia, semmai, avrebbe un po’ alla volta restituito per completare l’iniziativa portata avanti in piena sintonia con la Diocesi, da Fondazione e Parrocchia.

Recentemente l’Associazione ha addirittura mosso causa alla Parrocchia e allo stesso don Francesco per riavere i soldi prestati per la scuola materna del paese.

A questo punto è decisamente problematico rinvenire ancora la dimensione parrocchiale dei componenti dell’Associazione, quantomeno dei suoi attuali vertici, che sarebbe più opportuno sviluppassero coerentemente una propria nuova autonomia anche giuridica, distinta dalla Parrocchia. Se vogliono essere autonomi lo siano del tutto, costituiscano una loro Associazione, non c’è nessun problema.

L’Associazione nella descrizione presentata in giudizio, diffama gravemente la Diocesi e la Parrocchia nell’affermare che il parroco precedente sia stato “scaricato”. Cosa mai avvenuta, d. Francesco risiede ancora in Parrocchia come tutti ben sanno. E’ stata l’Associazione a rivolgersi al tribunale, citando anche d. Francesco, non la Parrocchia o la Diocesi, obbligandolo a difendersi. Lo stesso d. Francesco ha chiesto al Vescovo di essere sostenuto dalla Diocesi e tale aiuto gli è stato immediatamente offerto, mettendogli a disposizione un avvocato gratuitamente che è stato prima accettato e poi rifiutato. E’ necessario sottolineare che d. Francesco non è più il Parroco e l’Associazione dovrebbe collaborare col nuovo Parroco, non solo con d. Francesco, alimentando di fatto il grave problema di divisione pastorale nella Comunità e nell’Associazione che frenano il Parroco e la Diocesi che intendono evitare la spaccatura della Comunità proprio per rispetto nei confronti dello stesso d. Francesco e dei parrocchiani.

Sia chiaro che la disponibilità della parrocchia a “restituire” i soldi c’è sempre stata, ma ha lasciato attoniti il modo con cui tutto ciò è avvenuto, cercando rotture e spaccature che, a questo punto –purtroppo- sembrano insanabili.

Si spera che con la necessaria autonomia dalla Parrocchia, i vertici dell’Associazione operino per i propri fini in un contesto che, attraverso una ritrovata chiarezza di rapporti, possano piano piano ricostruire il giusto rispetto tra chi, come la Fondazione agisce in comunione con la Parrocchia, e chi, come l’Associazione ha deciso, invece, di proseguire in un cammino autonomo.

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